#7. Il Tema

Tempo di lettura 32'

Scopri il mio videocorso di scrittura creativa!

Si chiama Dalla A alla Z ed è un ciclo di 68 lezioni dove potrai imparare i fondamenti dell'arte del racconto osservando il mondo che ci circonda, il lavoro dei grandi maestri e scrivendo.

Quante volte ti è capitato di iniziare una storia pieno di entusiasmo e poi spegnerti al secondo giorno di scrittura? Quante volte hai portato a spasso i tuoi personaggi (e il tuo lettore) senza una meta per duecento cinquanta pagine? Quante volte hai guardato il computer sfinito, nauseato alla sola idea di rimetterti al lavoro su una storia che non voleva andare avanti?

Chiunque abbia il vizio della scrittura, ha una certa famigliarità con la voce del verbo fallire. Il fallimento, per noi narratori, è molto più che un rischio calcolato.

A volte non siamo pronti per una storia: siamo immaturi, siamo inesperti; altre volte semplicemente non abbiamo il tempo, le energie fisiche, quelle mentali. Le cose ci passano davanti e noi non sappiamo afferrarle. E il nostro mondo straordinario scorre oltre il finestrino mentre noi osserviamo depressi la punta dei nostri stivali. Capita. È inevitabile.

Sbagliare è una componente implicita del mestiere di scrivere, e l’errore più grande è forse quello di credere il contrario. Niente di quello che scriviamo è definitivo, arrendiamoci. Noi narratori siamo fallibili e ogni nuova storia ci riporta sempre ai dannati blocchi di partenza.

Così, se come narratori non possiamo fare a meno di sbagliare, l’unica cosa che possiamo fare è tentare di abbassare la percentuale dei nostri insuccessi.

Oggi voglio parlarti di uno strumento davvero importante, capace di salvare le nostre storie da quel pantano malefico e stantio in cui spesso (quasi sempre, in effetti) amano ficcarsi.

Ti parlerò del tema, ovvero di tutto ciò che si nasconde dietro alla tua storia. Una specie di mappa stellare che ti aiuterà a non smarrire il sentiero e, sopratutto, a portare a  termine il cammino riducendo gli intoppi.

Tutto questo, utilizzando come al solito soltanto contenuti 100% originali, frutto dei miei studi e della mia esperienza come autore e collaboratore editoriale.

Mi chiamo Andrea Fabbri. Sono un narratore.

Qui puoi trovare la mia storia.

Andiamo!

Hai già visto il mio videocorso di scrittura?

Si chiama Dalla A alla Z ed è un ciclo di 68 lezioni dove potrai imparare i fondamenti dell'arte del racconto osservando il mondo che ci circonda, il lavoro dei grandi maestri e scrivendo.

 

Che cos’è il tema: tema vs trama.

 

Il tema è il collante della nostra storia, il filo rosso che avvicina e connette tutti i suoi elementi. Personaggi, struttura, punto di vista, trama, stile, ogni cosa, in una buona storia, tende al suo tema.

Semplificando, il tema è come un concetto; opera a un livello diverso dalla trama ma ne è strettamente collegato. Diciamo che tema e trama rispondono a domande diverse. Rispettivamente: che cosa racconta la tua storia? E che cosa succede nella tua storia?

Come molte altre cose che abbiamo scoperto durante il corso, anche la differenza tema e trama è più semplice vederla all’opera piuttosto che spiegarla, quindi eccoti alcuni spunti pratici.

 

Esempio.

Che cosa succede ne Il Signore degli anelli ?

La storia racconta delle peripezie di Frodo, piccolo Hobbit della Contea, in viaggio verso Mordor per distruggere l’unico Anello, e della Compagnia fondata per assisterlo nell’impresa.

Che storia racconta Il Signore degli anelli?

Una storia di lotta tra il bene e il male. Una storia di eroismo e sacrificio, di amicizia, di amore, di tradimento e guerra.

Riesci a percepire la differenza tra trama e tema? Riesci a percepire come il tema sia in grado di risuonare nella trama?

 

A cosa serve il tema?

Come abbiamo detto nel capitolo terzo, il tema permette a noi autori di selezionare. È la discriminante attraverso la quale trasportiamo sulla carta tale evento piuttosto che un altro e corrisponde al filtro che disciplina il nostro sguardo mentre raccontiamo.

Il tema è come una stella che noi narratori seguiamo durante il viaggio. Questa definizione è semplice almeno quanto è vera.

La sua implicazione è importante. Il tema permette a noi narratori di non smarrire la strada, di non correre a vuoto allungando il tragitto e sopratutto di non girare in tondo. Conoscere il tema della nostra storia ci aiuta a scrivere storie migliori perché aumenta la coerenza interna del nostro racconto dato che ogni elemento si muove in direzione di un unico punto.

E questo assicura il godimento del nostro lettore che non sarà di conseguenza obbligato a seguire un narratore incerto e potrà godersi il piacere del racconto.

Avere chiaro il tema della nostra storia è anche un elemento fondamentale nella fase finale della scrittura, quella dedicata al percorso editoriale del testo. Mi riferisco alle presentazione che dovremo fare agli agenti, ai direttori letterari e agli scout, alle quarte di copertina che dovremo scrivere e alle lettere di presentazione che dovremo inviare; in questa fase la regola sarà soltanto una: concisione e sicurezza. Vi assicuro che un qualsiasi lettore professionista può stabilire il valore della vostra opera dal modo in cui tendete a presentarla, perché il modo in cui la presentate è in linea con la conoscenza che avete della vostra storia.

Avere chiaro che storia avete raccontato, potrà aiutarvi nella delicata e importantissima fase editoriale.

 

Scarsità, selezione e definizione.

Come abbiamo detto più volte durante il corso, tutte le opere narrative, dalla scrittura alla pittura, dal teatro, al cinema fino alla musica, hanno a che fare con la scarsità del loro contenitore: le pagine di un libro, per quanto denso e voluminoso possa essere il testo, sono finite, così come lo è la tela di un quadro o lo sono i minuti di una canzone, le scene di un film, le battute di un copione teatrale, eccetera, eccetera.

Tutte le opere narrative sono per definizione finite. Come abbiamo già detto, quindi, non si può raccontare tutto. La realtà va selezionata e in un qualche modo semplificata per poter essere inserita all’interno in una storia.

Ma cosa c’entra tutto questo con il tema?

Tutto questo riguarda il tema nel momento in cui selezionare significa comprendere e saper definire al meglio possibile quale porzione di mondo, come autori, desideriamo raccontare con la nostra storia.

Per dirla in altre parole, come avrai notato, il tema si nasconde spesso dietro grandi parole che descrivono gli eterni conflitti e sentimenti umani come amore, tradimento, conflitto, sofferenza, eccetera. Parole talmente enormi da venire presto svuotate di ogni significato. In questo senso, il lavoro di scrittura consiste nel riuscire a definire l’unicità del sentimento che stiamo raccontando: che tipo di amore, che tipo di tradimento e così via.

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Esempio.

 

Lolita, La versione di Barney e I segreti di Brokeback Mountain raccontano tutti di amore ma avvicinando la lente di ingrandimento possiamo renderci conto come raccontino lati dell’amore molto diversi.

Lolita parla dell’amore irresistibile, conflittuale e perverso che Humpert Humpert prova nei confronti di Dolores, una dodicenne. Il tema può essere il conflitto, l’attrazione e la sofferenza per la quella che si giudica essere una propria perversione.

La versione di Barney racconta dell’amore di Barney per Miriam, la sua ex moglie che lo ha lasciato dopo il tradimento di lui. Il tema può essere il ricordo che genera rimpianto.

I segreti di Brokeback Mountain invece racconta della ventennale relazione omosessuale clandestina tra due cowboy che finirà in tragedia. Il tema può essere l’accettazione di sé, l’intolleranza sociale.

Così, dal grande contenitore della parola amore (talmente grande da risultare quasi svuotata di senso), siamo finiti a osservare tre universi molto diversi, più specifici e complessi.

Il lavoro fatto dalla lente di ingrandimento, potrebbe (e dovrebbe) proseguire oltre, andando a cogliere le ulteriori diversità dei singoli universi narrativi e dei loro personaggi: perverso in che modo? Rimpianto di che tipo? Accettazione di sé in che contesto? Compiere questo movimento di avvicinamento e pulizia significa lavorare sul tema. Soltanto individuando la nostra accezione dei grandi temi umani, possiamo avvicinarci a saper rispondere alla fatidica domanda: che storia stiamo raccontando?

 

I personaggi sono guidati da un tema.

 

All’interno dei romanzi, a differenza che nei racconti, possono coesistere diversi temi. In un certo senso, il principio è lo stesso che riguarda le domande drammaturgiche: possono essercene più di una ma soltanto una sarà quella fondamentale. (Ricordate? Ne abbiamo parlato nel capitolo due.).

I romanzi tendono ad avere più sotto-temi perché i temi sono legati ai desideri che animano i personaggi. L’equazione è semplice: al desiderio di un personaggio, corrisponde un tema.

 

Esempio.

Continuiamo con Il Signore degli anelli.

Ne Il Signore degli anelli, ogni sotto storia può essere letta alla luce di un tema che a sua volta si va a incastrare nel tema principale, ovvero quello della lotta tra il bene e il male.

La vicenda del mago Saruman, per esempio, è dominata dal tema del tradimento, egli tradisce le forze del bene per allearsi con quelle del male. La vicenda di Sam, invece, è segnata dal tema dell’amicizia e dal limite che un individuo può raggiungere per elevare tale valore. Quella di Aragorn, infine, è una storia di redenzione e rinascita, da ramingo in aperto conflitto con la debolezza del suo sangue a re di Gondor.

Riuscite a percepire come ogni personaggio sia guidato da un tema? Riuscite a percepire come ogni sotto tema risuoni del tema più generale?

Chiunque sia interessato ad approfondire l’argomento, può consultare la sezione analisi dove potrà trovare numerosi esempi legati agli argomenti trattati nel corso.

 

Tema e Genere.

 

Una storia che appartiene a un genere si confronta per forza con il sistema codificato di elementi imposti dal genere stesso: un giallo prevede il mistero, il thriller la tensione, il romanzo rosa l’amore, quello storico la presenza di una ambientazione antica e quello distopico di un ipotetico nuovo sistema sociale.

Esiste un legame molto stretto tra tema e genere perché scegliere un genere, equivale spesso a tirarsi dietro il suo tema. Scrivere un romanzo rosa, ad esempio, implica confrontarsi con il tema dell’amore (o meglio, come abbiamo detto sopra con una sfaccettatura molto precisa dell’amore). Allo stesso modo, scrivere un giallo o un thriller, significa doversi confrontare con il tema della morte, del delitto. In un racconto di fantascienza il confronto avverrà sul tema del futuro, come in un romanzo distopico verterà sul tema delle implicazioni legate a un nuovo sistema di potere. Insomma, l’autore che ha scelto di confrontarsi con un genere, deve essere consapevole che questo implicherà probabilmente un confronto sui temi specifici del genere stesso.

Come autore di genere, infatti, sei tenuto a darci il tuo punto di vista su quel tema. Gli autori di genere migliori sono quelli che riescono a aprire nuove prospettive ai temi legati ai loro generi. Per esempio, Stephen King è riuscito a dare una nuova voce al verbo paura, come prima di lui, ha fatto Kafka; Cornac McCarthy, nel romanzo post apocalittico La strada offre una meravigliosa visione di dove può condurre l’autodistruzione umana, Rulfo e Marquez hanno interpretato il realismo magico; Jack London il romanzo naturale e ovviamente Orwell il romanzo distopico con 1984.

Insomma, l’autore di genere è chiamato a proseguire una tradizione che è quella della letteratura relativa a quel genere. Molto spesso, il successo della sua storia dipenderà da quanto sarà in grado di aggiungere a quello che è già stato scritto a proposito del tema legato a quel genere.

 

Come trovare il tema: scrivere senza avere la paranoia di dover trovare un tema.

Dopo aver letto questo articolo, magari sarà nata in voi una sorta di frenesia/angoscia/entusiasmo: forse vorrete gettare anima e corpo alla ricerca di un tema per la vostra storia.

Questo mi farebbe molto piacere perché significherebbe che sono riuscito a trasmettervi l’importanza di questo strumento ma dall’altro lato, mi porta a scrivere una serie di raccomandazioni perché scrivere è sempre meglio di scrivere cercando un tema. So che sembra una contraddizione ma adesso cercherò di spiegarmi.

Il tema della nostra storia è già dentro di noi, non ci resta che scavare a fondo per portarlo in superficie. È come un tesoro, esiste e aspetta di essere trovato. Non dobbiamo cercare UN tema per la nostra storia, bensì trovare IL tema della nostra storia.

La scrittura è un processo, è fatta di fasi e per ogni fase esistono strumenti diversi: rispettiamo questo percorso. Se lavoriamo sempre con la draga rischiamo di distruggere il tesoro, se lavoriamo sempre di pennello rischiamo di non trovarlo in cento anni. La scrittura è un processo e come tutti processi è composto da fasi che richiedono approcci diversi.

Mettiamo in conto di sbagliare. Scrivere implica sbagliare ma l’errore che abbiamo fatto ci porterà di sicuro in direzione di una nuova e più potente consapevolezza della nostra storia. Molti dicono che si possono progettare i libri a tavolino attraverso una fantomatica progettazione narrativa: quello che amo dire in proposito è che molti premi Nobel, evidentemente, sono morti prima di conoscerli. Non esistono scorciatoie così come quando si scrive non deve esistere la paura di fallire ma solo il piacere della scoperta.

Riconoscere il tema della propria storia non ha a che fare con l’esperienza, bensì con il tempo che si passa sulla pagina. Certo, con l’esperienza l’occhio si affina, il tempo può accorciarsi ma l’equazione non cambia. Scrivere, in definitiva, è l’unica possibilità che abbiamo di conoscere la nostra storia. E come autori dovremo essere felici di questo.

In definitiva esiste sempre una differenza tra sapere che storia si sta raccontando e saperlo dire agli altri. Scrivere una storia significa colmare questo gap. Forse vi starete chiedendo: dove si posiziona il limite di questa ricerca? Quando lo sai dire a te stesso in tre righe, allora lo sai dire anche agli altri. Questo è quello che rispondo a me stesso.

Adesso eccoti un premio per essere arrivato fino in fondo: una lista di tantissimi esempi!

 

ESEMPI.

 

Elementi del mondo straordinario e tema.

 

Il tema è un argomento sfuggevole e complesso che, come tutti gli argomenti sfuggevoli e complessi, è molto più semplice vedere all’opera piuttosto che spiegarlo a parole. Così, nel mio videocorso ho creato una lista di esempi legati al rapporto che esiste tra il tema e i fattori di una storia.

Con questo ultimo esempio possiamo chiudere questo ultimo capitolo del corso. Spero che questo corso ti sia stato utile e ti invito a condividere con me le tue impressioni. È stato un piacere intraprendere questo viaggio e spero di incontrarti di nuovo sulle pagine dei miei studi e delle mie analisi. Chissà, magari anche sui miei profili social!

Per quanto riguarda i capitoli precedenti, abbiamo parlato del Personaggio, del rapporto tra Personaggio e storia, della Struttura, dell’Ambientazione, del Punto di Vista e dello Stile.

Come sempre, ti ricordo che questo sito nasce come uno spazio di condivisione libera e gratuita di quello che ho imparato durante la mia esperienza di studente, autore e collaboratore editoriale. Se desideri contribuire in un qualche modo a questo progetto, ti invito a condividere questo corso con chi credi possa essere felice di riceverlo.

A presto,

Andrea

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Mi sono diplomato nella più importante scuola di scrittura italiana e ho collaborato con i migliori editori. Nel 2018 ho creato questo spazio, un luogo dove poter condividere quello che ho imparato e aiutare le persone a raccontare le loro storie.

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